l’autore

Mario GiordanoMario Giordano ha 45 anni, da sempre sogna di fare il giornalista, da qualche tempo ha cominciato a sognare di poter andare un giorno in pensione. Il primo sogno si è realizzato, il secondo, a quanto pare, per la sua generazione sarà molto più difficile. Oggi dirige News Mediaset ed è editorialista del «Giornale», quotidiano di cui è stato collaboratore, redattore, inviato e direttore. Nella sua ormai non più breve carriera ha versato molti contributi: gli dispiacerebbe assai se finissero tutti nelle tasche delle sanguisughe dalle pensioni d’oro. Pur avendo una faccia ancora un po’ da bambino, ha quattro figli: è anche per loro che scrive libri di inchiesta che denunciano gli scandali del Paese (questo è il nono dopo Silenzio, si ruba, Chi comanda davvero in Italia, Waterloo! Il disastro italiano, L’Unione fa la truffa, Attenti ai buoni, Siamo fritti, Senti chi parla e 5 in con- dotta). Apprezzando lo sforzo, i figli lo hanno sempre perdonato per le lunghe assenze da casa. E, per il momento, hanno rinunciato a mandarlo in pensione come papà.

 

6 Responses to l’autore

  1. guga scrive:

    Caro signor Giordano, la seguo da quando eravamo ragazzi (siamo quasi coetanei) ed ho sempre apprezzato quel suo “arrivare dritto al problema” e rendere semplici anche le situazioni più ingarbugliate, lei ha tanti colleghi che prendono lezioni dai politici,su quest’argomento…le sue considerazioni sulle pensioni sono sbalorditive ma più sbalorditivo ancora è come, di fronte ad esse, non venga voglia a nessuno di andare a scardinare quelle maledette, comode, poltrone. Gli italiani s’indignano solo se gli si chiude la porta dello stadio, per il resto brontolano ma tirano la carretta come muli rimbambiti. Fino alla fine.
    La ringrazio comunque per il tentativo di risveglio sulle coscienze, temo sia vano ma non posso che apprezzarlo. La saluto con stima, Guga

  2. Giovanni scrive:

    Dr.Giordano, La seguo da tempo e con ammirazione, sul GIORNALE. Leggerò questo Suo ultimo lavoro. Devo dirLe una cosa: “sai cosa ci vuole per avere il campionato di calcio italiano, il più bello del mondo? 100 campionati di calcio nel mondo che fanno schifo. G. Salvatores da “Puerto Escondido”
    Per similitudine, per dare pensioni favolose ai nostri politici, magistrati e managers, ci vogliono 20 milioni di pensioni che fanno schifo. Chi Le scrive è un disoccupato 59enne con 27 anni di contributi con reddito 0. Troppo giovane per le pensione. Eppure, se volessero, la politica potrebbe con una legge aiutare milioni di persone come me ad accedere prima alla pensione per quello che si è maturato. Ma la priorità dei ns cari politici è solo una. Il proprio super stipendio e privilegi. Con stima

  3. Edoardo scrive:

    Ho invio questa e-mail a tutti i miei 31 coscritti Parlamentari(18 Senatori e 13 Deputati) nella speranza che si rendano conto della difficile situazione pensionistica di molti lavoratori autonomi e che possano risolvere al più presto la triste realtà economica (Solo uno ha risposto). Scrivo, perchè essendo arrivato alla fine della mia faticosa attività lavorativa mi sono accorto, mio malgrado, di dover subire una forte umiliazione che mi porta spesso a pensare e a non dormire la notte, rispetto alle persone che poco hanno fatto nella loro vita.

    Sono nato il 4 luglio 1947

    Nel 2010 ho pagato l’ultimo anno alla Previdenza Sociale, quasi 3.000 euro, per ottenere la pensione d’anzianità.
    Dopo aver versato per 35 anni i contributi richiesti, ripeto richiesti dall’INPS come artigiano autonomo “Autotrasportatore” titolare d’Impresa, vado in pensione con solo 830 euro al mese, che è pari a due volte l’assegno sociale, nel lontano 2012.

    Ricordo che l’assegno sociale per chi non ha mai lavorato è di 417 euro.

    NON E’ GIUSTO.

    Troppo poco.

    Non si può vivere decorosamente con una pensione così bassa dopo anni di duro lavoro.

    Dopo aver trascorso una vita disagiata e non sana alla guida, anche di notte, del proprio camion in giro per tutta l’Italia.

    Con il senno di poi avrei preferito fare il Servo Agricolo.
    Sconsiglio a tutti d’intraprendere un lavoro autonomo.
    Ma quale “I” di Impresa se questo è il risultato.
    Tanti sacrifici per ottenere un vitalizio da fame.

    Ecco perchè quasi tutta la popolazione, meno giovane, è in forte fermento.

    C’è qualcosa che non quadra!!!!!!!!!

    Allora, perchè non prendete subito in considerazione la proposta n.3268 che è contenuta nel Dispositivo in materia di contributi previdenziali (Art. 2 comma 26 legge 8 agosto 1995 n.335) presentata il 3 marzo 2010 e annunziata il 4 marzo 2010?

    La quale propone di partire da uno zoccolo di base, prendendo come riferimento la pensione sociale o il trattamento minimo INPS di 467 euro come base alla quale aggiungere il calcolo dei contributi effettivamente versati durante l’attività contributiva. Sembrerebbe più giusto, ovviamente, per garantire una pensione dignitosa. Quindi 467 euro in più rispetto al calcolo di oggi.

    I soldi si potrebbero recuperare detraendo l’IVA delle fatture degli artigiani per i lavori fatti in casa, come gli scontrini per i medicinali.

    Grazie

    P.S.
    Sarei grato di una risposta.

  4. aldo mucci scrive:

    Caro Mario Giordano,ho letto il suo libro,è molto reale e piacevole nella lettura.
    la mia storia è troppo lunga per essere raccontata in poco spazio.La invito a leggere qualcosa della mia vita http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Mucci
    Ho tanta voglia di scrivere un libro che racconti storie di uomini che hanno mai lavorato,ma che hanno stipendi d’oro come accade giù da noi in Sicilia.Un cordiale
    saluto

  5. Ivan Filippo Barbera scrive:

    oltre un certo reddito dovrebbe diventare obbligatorio una pensionistica volontaria e la pensione erogata dagli enti previdenziali non dovrebbe superare una soglia predeterminata. anche per le liquidazioni dei componenti della P.A. non dovrebbero superare certi limiti.Ci hanno rotto i cabasisi ( Montalbano docet)

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